Intelligenza artificiale e medicina: a Salerno due giorni di confronto tra ricerca, etica e innovazione sanitaria

Il 19 e 20 giugno 2026 l’Università degli Studi di Salerno ha ospitato un importante appuntamento nazionale dedicato all’intelligenza artificiale applicata alla sanità, riunendo ricercatori, clinici, professionisti della salute e rappresentanti delle istituzioni per discutere le prospettive future della prevenzione, della diagnosi e della cura.

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Il Convegno Nazionale “Intelligenza Artificiale in Medicina: Nuovi Scenari per la Prevenzione, la Diagnosi e la Cura”, conclusosi a Salerno nella cornice di Palazzo Innovazione, ha offerto una lettura concreta dell’evoluzione in corso nel rapporto tra tecnologia, ricerca biomedica e assistenza sanitaria. L’appuntamento ha riunito accademici, medici, ricercatori, professionisti della salute e rappresentanti istituzionali, confermando come l’intelligenza artificiale sia ormai entrata stabilmente nel dibattito sul futuro della medicina.

Uno dei messaggi centrali emersi dai lavori, coordinati dal professor Pietro Campiglia e dal professor Pierluigi Ritrovato dell’Università degli Studi di Salerno, è stato il ruolo dell’IA come strumento di potenziamento delle competenze umane. L’obiettivo non è sostituire il medico o il ricercatore, ma mettere a disposizione strumenti capaci di rendere più rapide le analisi, più solide le decisioni cliniche e più personalizzati i percorsi di cura.

IA generativa, modelli fondazionali e necessità di validazione

La prima giornata si è aperta con un forte richiamo alle potenzialità dell’intelligenza artificiale generativa e dei modelli fondazionali. Il professor Pierluigi Ritrovato ha illustrato come queste tecnologie stiano evolvendo con estrema rapidità e possano, in prospettiva, ridefinire il supporto alla diagnosi e alla cura.

Allo stesso tempo, è stata ribadita la necessità di procedere con cautela. Prima di un’integrazione stabile nella pratica clinica quotidiana, questi strumenti devono essere sottoposti a specifici percorsi di validazione, sperimentazioni controllate e adeguamenti organizzativi e tecnologici all’interno delle strutture sanitarie.

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La trasparenza degli algoritmi per rafforzare la fiducia dei clinici

Un altro passaggio centrale è stato dedicato alla eXplainable AI, tema affrontato dal professor Angelo Marcelli. La possibilità che un algoritmo renda comprensibile il proprio processo decisionale è stata indicata come una condizione indispensabile per favorire la fiducia dei professionisti sanitari e garantire la sicurezza dei pazienti.

In ambito medico, infatti, non è sufficiente che un sistema produca un risultato accurato: è necessario che il clinico possa comprenderne le ragioni, valutarne l’affidabilità e inserirlo in modo consapevole nel processo decisionale.

Dalla ricerca farmacologica alla medicina di precisione

La sessione mattutina ha evidenziato il contributo dell’intelligenza artificiale alla ricerca biomedica più avanzata. Il dottor Francesco Iorio dello Human Technopole ha illustrato le potenzialità dell’IA nei processi di drug discovery e drug repurposing, mostrando come gli algoritmi possano contribuire all’individuazione di nuove terapie, alla valutazione dell’efficacia dei farmaci e alla costruzione di strategie terapeutiche più mirate.

Il dottor Gennaro Gambardella del TIGEM ha invece approfondito il ruolo dei Protein Language Models, strumenti che stanno aprendo nuove possibilità nella previsione dell’effetto delle varianti genetiche e nella progettazione di nuove proteine. Si tratta di applicazioni che confermano il peso crescente dell’intelligenza artificiale nella medicina di precisione.

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Dati sanitari, privacy e nuovi modelli organizzativi

Il confronto ha affrontato anche il tema della gestione sicura dei dati sanitari. Il professor Mario Bochicchio dell’Università di Bari ha presentato il federated learning come modello in grado di conciliare innovazione e tutela della privacy, consentendo agli algoritmi di lavorare sui dati senza trasferirli dai luoghi in cui sono custoditi.

Sono state inoltre richiamate le esperienze relative all’impiego dell’IA nella pratica clinica e alle trasformazioni organizzative richieste dalla sua introduzione nei processi sanitari. Il tema etico è rimasto trasversale a tutta la discussione, con particolare attenzione alla protezione dei pazienti e alla responsabilità nell’uso delle nuove tecnologie.

Neuroriabilitazione, terapie digitali e supporto alla diagnosi

Nel pomeriggio della prima giornata l’attenzione si è concentrata sulle applicazioni cliniche e specialistiche. La robotica assistiva e l’intelligenza artificiale nella neuroriabilitazione sono state al centro dell’intervento del professor Stefano Mazzoleni, mentre il professor Eugenio Santoro dell’Istituto Mario Negri ha approfondito il contributo dell’IA nello sviluppo delle terapie digitali.

Le relazioni dedicate a neuroscienze, neuroradiologia interventistica ed endoscopia digestiva hanno mostrato come gli strumenti intelligenti siano già in grado di affiancare gli specialisti nelle attività di analisi e diagnosi. In questi ambiti, l’intelligenza artificiale non sostituisce il professionista, ma lo supporta nell’individuazione più tempestiva e accurata di segnali clinici rilevanti.

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Governance, piattaforme digitali e strategie istituzionali

La seconda giornata ha posto al centro il rapporto tra intelligenza artificiale, politiche sanitarie e infrastrutture digitali. Dopo l’intervento del Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, professor Virgilio D’Antonio, il confronto si è aperto alla dimensione europea con l’intervento di Marco Marsella della Commissione Europea, dedicato all’integrazione tra intelligenza artificiale ed European Health Data Space.

La prospettiva nazionale è stata arricchita dal contributo dell’Istituto Superiore di Sanità e dalla presentazione della piattaforma MIA – Medicina e Intelligenza Artificiale da parte di AGENAS, indicata come uno degli strumenti più rilevanti per accompagnare la sanità italiana verso una maggiore digitalizzazione. Particolare interesse ha suscitato anche la piattaforma S-RACE del San Raffaele, già utilizzata per raccogliere e analizzare dati multi-omici dei pazienti attraverso sistemi basati su IA.

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I progetti nazionali e la trasformazione della sanità

La parte conclusiva del convegno è stata dedicata ai principali progetti nazionali in ambito salute, orientati a tradurre la ricerca in soluzioni concrete per pazienti e strutture sanitarie. Le esperienze presentate hanno confermato il valore della collaborazione tra università, ospedali, centri di ricerca e istituzioni nella costruzione di una medicina sempre più personalizzata, predittiva e sostenibile.

Dal confronto di Salerno è emersa una visione chiara: l’intelligenza artificiale rappresenta una leva strategica per il futuro della cura, ma il suo impatto dipenderà dalla capacità di integrarla con competenza, responsabilità e attenzione alla centralità della persona.